31 nobile signor tonte GIOVANNI CO lili EH, GiaiuécfEaiio Di. &. <'Tf£. <ï. iR, (ft. (Pa-vcifteie Deffa. Cotona. Di. Jcito e DcfC OiDilie ‘îoiilijicio Def (Puòto, *Hïemêto ouotottio Dtff Ætmeo weiifto e Deffa. óocietó. Di ftCCetlo CD a teto in ¿y&otuuGetja., *3?oDcótà Deffa £R. (Pilt à. Di- ec. ec, ec. editare a Voi, egregio signor conte Podestà, quest’ opera, che rappresenta agli occhi la città di Venezia e richiama alla memoria le sue glorie e le sue sventure, gli è lo stesso che darvi quello che v’appartiene. Chè Yoi avete diritto alla nostra riconoscenza, Yoi che amate di amore operoso la nostra città, e ognora avete provveduto che il tempo non le scemasse bellezza e i nuovi costumi non la fendessero troppo nuova. Invecchiava quando Voi eravate cittadino; ringiovanì e si le bella e pomposa dopoché per volere sovrano foste eletto suo Podestà. E i suoi monumenti le instauraste, e più che i monumenti non leggibili a tutti, restituiste al popolo le memorie della sua passata grandezza : retaggio che se le vicende non gli potevano mai togliere, egli, sedotto dalle novità, s’era già avvezzato a dimenticare. Ma le vostre lodi suonano schiette nella