— si- titi un’ abadessa, e abitavano la casa stessa nella quale per lo innanzi vivevano ritirate alcune monache di Napoli di Romania e di Cipro. L’ultimo vescovo fu Sofronio Cuturali, metropolita di Cefalo-ili«, Zante ed Itaca, il quale fu traslocato dal patriarca Gabriele di Costantinopoli a Venezia nel 4782 col titolo di esarca patriarcale, e come tale fu riconosciuto dalla Repubblica ed approvato dalla greca nazione. «La chiesa greca non unita di Venezia dipende immediatamente dalla sedia costantinopolitana, e commemora il patriarca nel canone della messa. E di gi uspatronato della comunità greca dimorante in Venezia, la quale è rappresentata da un capitolo composto dei notabili, i quali eleggono una banca od uffizio di presidenza che amministra l’azienda della chiesa. La banca è composta di un capo detto guardiano grande, due consiglieri detti governatori ed un sostituto. Elegge il proprio cancelliere. La parrocchia greca è composta di circa quattrocento individui aventi stabile stanza in Venezia, dugentoquattro maschi, centonovantasei femmine. Il clero consiste in due sacerdoti cappellani dell’ ordine monastico, un diacono, un anagnosta o lettore o cherico che dir si voglia, ed un sacerdote destinato ad essere primo cantore. Il secondo cantore e laico, potrebbero essere tutt’ e due laici. Le spese di stipendii e di mantenimento della chiesa e degli edifizii annessi sono a carico dell’erario della comunità. Questo erario ha tre fonti di reddito. Riceve del governo la somma annua di franchi 4800 per i diritti che la comunità greca aveva verso la Zecca Veneta dove aveva depositati ducati effettivi 400,000 (franchi 4,000,000). Franchi 3000 ha di rendite fondiarie, e la terza parte si compone delle limosine dei Greci dimoranti in Venezia e dei forestieri. Sotto al governo del guardiano grande, nobile Giovanni Papadopoli, cavaliere, e spezialmente per le largizioni di lui, la chiesa di s. Giorgio fu splendidamente ristaurata. Si ripulirono i marmi, se ne rinovarono le dorature, furono rinettate le argenterie che vestono le imagini. Si risarciva il materiale della chiesa e degli edifizi annessi. I ristauri si operarono dal 4836 al 4843, e la spesa oltrepassa la somma di lire 15,000. Il Papadopoli fu inoltre generoso del dono di ricchissimi paramenti» (Sagredo, Notizie sugli ammiglioramenti di Venezia). Spedale deJ Greci. Lo spedale fondato dal Flangini, essendo stato spogliato de’ suoi redditi, era da qualche tempo quasi abbandonato, quando Giorgio Edoardo Pickering lasciò una somma di I