— \ or» — compone de’ loculi delle due antiche confraternite di s. Giosafat o della Purificazione. II palazzo Priuli che guarda il lato settentrionale della chiesa fu eretto dall’ architetto Monopola, ed è lodato dal Sansovino-L’ attuale proprietario nob. sig. Nicolò Priuli, per bontà di cuore e d'ingegno e per amor patrio, è tra’ nobili nobilissimo (*). Fondamenta della chiesa. Cancelleria patriarcale. Ponte e Calle delle Bande. Si suppone che il ponte si chiami delle Bande (e per il ponte la calle) per essere stato in questo circondario il primo ad avere lateralmente i muriccioli che appunto di-consi bande. A’ piedi di questo ponte, che sta quasi in faccia alla chiesa, esisteva un oratorio appartenente alla confraternita de’ Bombardieri sotto gli auspicii di santa Barbara. Calle di Casselleria. C’ era un oratorio a s. Giosafat verso il rivo. Si vede ancora la porta ch’è abbastanza maestosa, e i grandi fenestroni, e guardano gli uni e l’altra sopra un ramo di questa calle. Corte del Fruttami (fruttaiuolo). Calle e Fondamenta al ponte dell'’ Angelo. Venendo dalla calle di Casselleria sul ponte, e guardando sul rivo sottoposto, a manca, si vede sul muro di una casa un angelo con sotto due scudi, dal quale angelo derivò il nome alle località succitate. Calle della Passio n, Sotloportico del Forner ^fornaio), Calle al ponte della Guerra, Fondamenta Papafava o Tasca. La famiglia Tasca, originaria bergamasca, fu ammessa tra le patrizie 1’ anno -1646 , avendo offerto a tal uopo centomila ducati alla Repubblica. Angela Maria Tasca fu moglie a Giovanni Papafava (a. 4687). Quanto alla famiglia Papafava, essa discende dai Carraresi signori di Padova. 11 p. Salomoni e il Frescot dicono che il cognome di Papafava le provenne dal gran gusto che trovava Giacomino Carrara conte d’ Anguillara a mangiar fave quando era ragazzetto. Giacomino viveva 1’ anno 4256. Salizzada s. Lio (Leone), Calle Mussato o Papafava. D’ una antichissima famiglia De’ Mussati fa cenno il Cappellari-Vivaro, la quale venne da Concordia, diede allo stato tribuni ed uomini prodi ed amichevoli, e con altre famiglie edificò chiese. Si estinse 1’ anno 1007, o. secondo il p. Coronelli, l’anno 1164. Calle, Corte santJAntonio. Alla estremità di questa calle verso (*) L’illustratore non gli è nè aderente, nè servitore, uè amico. Ved. Prefa- ZÌODC.