Soltoportico e Calle e Ponte Jialbi. E la famiglia patrizia Balbi oriunda dai Romani, e venne da Aquileia. Nel Ca mpidoglio Veneto è registrato per primo un Patagio Balbi che viveva nel 1122, e vien detto che nel 4379 tre nobili di questa casa abitavano nella contrada di S. Leone , e fecero imprestidi per la guerra di Chioggia. Piscina diS. Giulian, Culle Erisso, Soltoporlico e Corle e llamo Corte Lucatella, Ramo Campiello del Piovati, Campiello del Piovati, Campo S. Giuliano. Chiesa di S. Giuliano. Questa chiesa fu edific ita verso 1’ 829 da Giovanni Marturio, che reggeva Io stato con Orso vescovo di Castello e Basilio Trasimondo, al tempo dell’ esigilo di Giovanni Par-tecipazio. Distrutta da un incendio venne rifabbricata nel 1105 dalla famiglia Balbi, verso il 1555 rinnovata dal Sanso vino coadiuvato dal Vittoria. L’illustre filologo e medico Tommaso Rango-ne da Ravenna, elle ha un monumento sopra la maggior porta nel prospetto esterno, die'grossa somma per quella riedificazione. La chiesa che sino dal 1405 si reggeva come parrocchiale, fu fatta succursale della chiesa di S. Marco nel 1810. A spese del che rimasero vivi, non potendo sostenere si duro impeto, s! ridussero in Rialto, come meglio poterono, e la casa del Comune, ch’è in capo del ponte di Rialto, dove soggiornò mastro Piero medico, munirono d’armi e d’armati, levarono il ponte, e si fortificarono. Ma noi fummo star queta la gente nostra e che nessuno s’allontanasse dalla piazza, e verso vespero mandammo il nobiluomo U-golino Giustiniani, per nostro mandato Podestà di Chioggia, il quale con molti Chioggiotti, era arrivato allor allora, e i nobili uomini Antolino Dandolo e Baldovino Dolfin, i quali creammo capitani della nostra gente, con altri nobili ed altra buona gente,i quali vennero tutti,«occuparono la detta casa munita, Decidendo alcuni di quelli,e scorsero a stanare gli altri da Rialto. Ma coloro, vedendo questo, non aspettarono, ma uscirono di Rialto e della terra- E debbono andar i nobili per nostro comando a que’ contini che loro volemnfo dare, e gli altri stare alla nostra misericordia. Dei nostri, per la Dio grazia, nessuno io quell’incontro fu ucciso, nè pericolosamente ferito. Dappoi Badoario Badoer, principale attore della detta cospirazione, che con gente armata dalle parti di Padova veniva a Venezia, per assistere ai fatti predetti, cadde nelle nostre mani, al quale, mediante giustizia, secondo la volontà del nostro M. C. femmo tagliar la testa, nonché ad altri due eh’ erano con lui, ed altri cinque impiccar per la gola, come domandavano i loro meriti ; di modo che, per la grazia di Dio, non fu mai la terra di Venezia tanto quieta come è ora. Dal nostro ducale palazzo di Venezia l’anno millesimo trecentesimo decimo dalla Incarnazione del nostro Signore G. C., nell’indizione ottava, il giorno vigésimo quarto del mese di giugno.