MB»»« Tanto fu scritto e da’ nostri e da’ forastieri intorno a Venezia, che forse da taluno si reputerà, se non inutile, almeno superflua l’opera nostra. E per avventura ci si domanderà: E che di nuovo v’ imaginate voi di profferire ? Perciò noi preveniamo l’opinione e la domanda, dicendo che la novità e un qualche vantaggio conseguente dal nostro lavoro sta nel metodo da noi abbracciato, avvegnaché appunto il metodo sia naturale e semplicissimo. Questo panorama magnifico della nostra città vedetelo in un gran quadro, e imaginate o aquila o corvo o colombo che trasvoli d’ uno in altro punto, e qua e colà si soffermi. L' aquila spiccherà volo ardito, e la linea da essa percorsa unirà punti sublimi e lontani; il corvo si compiacerà de’ luoghi tetri, e andrà ululando di monumento in monumento, quasi sdegnoso trapassando il sereno ; il colombo amerà i luoghi tranquilli e ameni, e, se ne toccherà pur altri, pigolerà di tenerezza anche sulla terra dei morti : sempre poi si ridurrà festoso e grato alle case che gli danno il nido o il grano. E tutte le generazioni d’augelli vario avranno il volo e la posa, insino a quello che senza consiglio andrà svolazzando d’uno in altro luogo. Ora quello che abbiamo imaginato possa far 1’ aquila o il corvo o il colombo, non è raro che lo facciano i commentatori delle cose nostre nelle loro topografiche descrizioni,