Etnografia dell’ Istria 11 Welthistorie »), ritiene i Morlacchi come Avari croatizzati, basandosi su d’un passo di Porfirogenito ; il Tommasin dice invece che i Morlacchi sono di « genuina » origine serba, somigliando ai Serbi della Bosnia e dell’ Erzegovina. Il Neugebaur nel suo libro sugli Slavi meridionali, dedica un capitolo intiero ai Morlacchi, ma da questo libro non si può intendere affatto che cosa sia il Mor-lacco. Egli dice : « Gli Slavi della Dalmazia si chiamano in generale Morlacchi ed in lingua slava Vlachi o Valachi. » (Come è noto i tedeschi applicano questa denominazione ai Rumeni !). Però, soggiunge il Neugebaur, « i Morlacchi di Dalmazia non si distinguono dagli altri Slavi dalmati se non per il vestito. Lo slavo della città se n’ a-vrebbe a male se fosse chiamato Morlacco. » Rintracciare la distribuzione geografica dei Morlacchi è cosa difficile, certi mettono i Morlacchi « originari ¡> soltanto alla costa, sul Canale della Morlacca, e ne derivano il nome da Moor-Vlahi (Yalachi marini). Gli atti del Senato veneto contano molti documenti relativi alla colonizzazione morlacca dell’ Istria. La prima comparsa la fanno a S. Giovanni di Sterna e nella regione di Pola ; nel 1500 entrano nel territorio di Montona, nel 1517 in quello di Trieste, nel 1525 nell’Agro rovignese •ed a Villanova di Parenzo, nel 1540 e più tardi nel tenere di Cittanova, di Buie, d’ Umago, di Parenzo, di Montona e di Pinguente, nel 1558 in S. Lorenzo al Leme ed in Torre del Quieto, nel 1581 a Promontore, nel 1595 a Fontane, nel 1635 in Filippano presso Dignano, nel 1647 in Altura ed in altri luoghi del territorio di Pola, ecc. I Morlacchi portano calzoni bianchi di griso, giacca di color bruno naturale, opanche e beretta serba nera. Le donne portano sopra la gonna una sopravvesta leggera di lana di color bruno naturale. I fazzoletti variopinti ed i nastri, abbigliamenti prediletti delle ilari Slovene, sono