Preistoria dell’ Istria 29 di pietre non meno dell’ Istria, ha una ragione ben differente da quella per la Carniola. Non sarà del tutto erroneo l’attribuire la causa alla profonda insenatura del Quar-nero, come quella che separa tutta la costa di nordest in due parti affatto differenti, di cui l’una è la penisola istriana dalle coste fertili, dagli ottimi e numerosi porti « tutta rivolta ed inclinata verso il golfo di Venezia ; l’altra invece, quasi un complesso di prealpi del Velebit aspro e montano, è tutta falde parallele digradanti al mare, meno a mezzogiorno ove s’apre in campi ridenti. In tutti i tempi il Quarnero fu il divisorio naturale del mondo d’oriente da quello d’occidente. Come ora esso separa i « regni e paesi austriaci rappresentati al Consiglio del-l’Impero » dalla Dalmazia, per diritto di stato spettante alla Corona ungherese, come di qua dal Quarnero predomina l’elemento italiano e di là lo slavo, così da Augusto a Tiberio, l’Arsa sboccante nel Quarnero fu il fiume di confine dell’ impero romano ; che poi la penisola istriana appartenesse per cultura e per etnografia all’ Italia ancora prima che vi ponesse piede il console Claudio Pulcro, 1’ hanno dimostrato e ribadito le recenti scoperte preistoriche. Come in tutti i tempi, così anche allora, l’alma Istria potrà ben avere subito la parte di cenerentola rincantucciata, però, mai le s’interdisse di partecipare, sia pure un po’, ai tesori della sua ricca sorella, l’Italia. Di là dall’Arsa i castellieri abbondano soltanto nella Liburnia settentrionale, ossia sulle coste e sulle isole del Quarnero. Però accanto ai castellieri vediamo parecchie città germinate dalla nebulosa tenèbra del regno liburnico di già tramontato ; Castua, Tersa'ttica (Tersatto presso Piume), Volcera, (Buccari), Senia (Zeng), Aenona (Nona), Jadera (Zara) e Scardona. tutte sulla terraferma, Curricta (Veglia), Fulfinium (Castelmuschio), Crexa (Cherso) ed Apsoros (Ossero) sulle isole. Di Pomona e Bumum, città