Parenzo 119 ■distrutti da mani barbariche. E che le ville dei signori romani siano esistite, lo testificano gli avanzi scoperti nei dintorni. Il marchese Polesini, proprietario della villa, che ■dall’ isola di S. Nicolò situata all’ ingresso del porto, attira l’attenzione dei turisti, fece fare a sue spese degli scavi a Cervera, località a nord di Parenzo, per mettere in iuce una villa romana posta in luogo ameno un po’ a settentrione di Punta Bossolo. Il risultato del lavoro fu la scoperta di parecchie stanze prospicienti sul mare, e di due pavimenti a musaico distanti l’uno dall’ altro quaranta centimetri, i quali altro non indicano, se non che sulla prima costruzione n’era poi stata eretta una seconda. Si constatò inoltre una quantità di canali sboccanti nel mare e la superiorità della bellezza dei musaici più vecchi. Sulla Punta Pizzale, presso il porto di settentrione, si trovarono avanzi di bagni romani, e sulla Punta di S. Pietro tracce d’ un molo, frammenti d’ ancore e grandi anelli di ferro che servivano ad assicurare le navi. La strada romana di Sbandati, nel medioevo detta « via sclavonica 4) » rasenta edifici antichi e tombe antiche. Come l’attesta la basilica del vescovo Eufrasio, questo benessere durò fino nel medioevo. Le sue colonne provengono dalle cave dell’ isola di Proconneso, ed i capitelli, ■come assevera lo Strzygowski accusano un scalpello virtuoso, come quello che lavorò a S. Vitale di Ravenna ed a S. Sofia di Costantinopoli ; — l’abside è tutta un musaico « sì ricco e sì splendido quale nessun altro » — L’impressione generale provata su questa spiaggia dal viaggiatore, ha del favoloso e resta indelebile 2) ». (1) Benussi. Liturgia slava. Pag. 49. (2) Prof. Dr. Josef Strzygowski: « Das frühe und das hohe Mittelalter. » (Kunstgesch. Chai akterbilder aus Oesterreich- XJngarn).