F R A N CIA Continuazione delle Notizie di Parigi del dì ii. Marzo, fìfàh fff*fOurg0‘ng s’aspetta qui ¡(¡MI a momenti . Egli era jì»K^ stato richiamato sul fi-5«i ne dell’anno scorso me- i mf' diante un Decreto , il quale supponeva il no-stro Governo poco contento del suo operato. Egli pubblicò ai io. di gennajo in Madrid ¡ina lettera , nella ^¡r.'.ie esponendo tutto il corv» delia sua. «assìoae In Ispagna , cerca di giustificare la sua condotta. Eccone un trasunto. „ Io era, die’egli, Ministro di Francia nella Sassonia Bassa , quando nell’ inverno dell’anno 1791. fui mandato Ministro in Ispagna. Portatomi prima a Parigi, chiesi delle istruzioni; e n’ebbi molte, tutte precisamente nel senso della Costituzione , che allora vigeva. Volli assicurarmi delle intenzioni del Re ; chiesi udienza ; 1’ ebbi ; e trovai in lui un tuono di sincerità, che mi convinse. Andai dunque a Madrid . Il principale oggetto della mia missione era di piegare la Corte di Spagna a riconoscere la Costituzione , e perciò di farmi accettare come Rappresentante del Re , che veniva stabilito dalla Costituzione medesima . Il sistema adottato dal Ministro d’allora, non era favorevole alla mia impresa. Questo Ministro quasi subito cessò. Fu a lui surrogato il Co: d’Aranda, ed egli mi onorò della sua confidenza , e posso dire anche della sua stima. Dopo molti sforzi, approvati da Duniourier, che allora aveva le redini degli Affari esteri di Francia, io pervenni ad essere riconosciuto Ministro Plenipotenziario del Re de’ Francesi. Co- minciammo allora a vederci in Ispagna naen male : furono ascoltati varj lamenti , che si fecero sopra tratti sofferti mentr’ era Mi' nistro-Floridabianca; e me ne rendono testimonianza molti Francesi a S. Sebastiano, a Cadice, a Barcellona, aSantander , e in altri luoghi » Doveva io però essere sempre in moto , poiché aveva contro un. gran partito. La saviezza , e 4a fermezza del Co: d’Aranda mi giovarono molto. Le cose erano in questo stato, quando nuovi incidenti vennero a scuoterle. Successe ia Parij'Lil fatto dei io. d’agosto. La Spa-g-.-h aderte conveniente il fare f\ii ¿ire-par* rivi alle frontiere de’ Pirenei . Questi però non avendo una certa marcata attività , passarono per atti di prudente precauzione , Per tali appunto io li caratterizzai ne’miei dispaccj; e perciò sono stato chiamato in Francia un uomo addormentato; anzi un uoijio sospetto difavorire un Partita contrario alla Nazione . ].o mi riposai sul testimonio della mia coscienza ; e su quello, che mi doveva rendere la mia costante condotta . La Spagna dichiarò di voler dissipare i sospetti nati da’suoi preparativi. Non restava , che di combinare le convenienze . Intanto d’Aranda abbandono il Ministero; e il suo successore parlò anche più decisivamente intorno alcon-servare la pace. Nella prima conferenza , ch’ebbi con esso lui, si fissò, che i Corpi di truppe, i quali non erano per anche giunti al loro destino , si chiamassero ad altro luogo . Ma non s’intendeva questo di tucti; ed io domandai in iscritto, che questa disposizione si facesse valere per tutti. Il Ministro mi rispose il giorno stesso, mostrandomi rincrescimento, che idati ordini non si fossero eseguiti ; e mi promise, che li ripeteva, come di fatto fece.