marj Signori , che ne tenevano al servizio diversi altri. Si dice, che saranno anche separati dalla Compagnia^ Fiamminga delle Guardie Reali tutti i Francesi, che vi sono. Nelle Guardie Vallone poi si è dato ingaggio a moltissimi individui ultimamente emigrati dalla Francia. Nel dì 8. del corrente passò agli eterni riposi questo Inquisitor Generale, Vescovo di Jaen in Andaluzia. ITALIA Da Roma 23. Marzo. Il Ceto de’Nobili, ed il Consiglio Generale delia Città di Viterbo, hanno spedito negli scorsi giorni alla Dominante un loro Deputato nella persona del Sig. Giuseppe Zelli Pazzaglia di detto Ceto cogli argenti di pertinenza dei Conservatori di quella Città, onde farne una ossequiosa oiFerta a Nostro Signore, e supplicarlo nel tempo stesso a degnarsi di concedere, che si provvedano le necessarie munizioni per quella Popolazione, che resta non lungi dai confini, affinchè possa farne uso quando mai lo richiedesse il bisogno. La Santità Sua si è compiaciuta di risponde re per organo della Sagra Congregazione diStato, che non ha bisogno ¡;er ora de’detti argenti s ma che si terrebbe in capitale l’offerta fatta, eh ■) seta ’ Su', Santità accolta vet^n.iìTrw 11 Le ; c*l ha intanto per mez^ò della Sagra Congregazione delBuon Governo ordinata la provvista delle richieste munizioni . Desiderando Sua Santità , che anche in questo anno i Commercianti , che concorrono alla Fiera di Sinigaglia godano dei replicati contrassegni della sua Sovrana protezione accordati alla Fiera stessale’ sei anni ultimamente scaduti , è venuta nella savia determinazione , che debbano avere pienamente il loro effetto tutte le disposizioni , che in adempimento dell’indicata benigna condiscendenza sono state pubblicate da Monsignor Ruffo Tesoriere Generale della R. Camera con Editto dei 26. febbrajo 1787. e successiva Notificazione, ed Avvertimenti dei 16. e respetti -vamente dei 17. giugno detto anno, come pure coll’altra Notificazione dei 16. gennaio 1788. e finalmente con quelle iS. febbrajo 1/89. 17. marzo 1790- 23. febbrajo 1791. e 29. febbrajo 1791- Quali Editti , Avvertimenti, e Notificazioni del sullodato Prelato per 1’ Autorità del proprio Officio di Tesoriere Generale , ed anche per ordine espresso della stessa S. S. in tutta la loro estensione , in quelle partì peraltro t che non si oppongono ad una nuova Notifi-zione pubblicata dal Prelaio predetto in data de’20. del caduto febbrajo 17-93. pienamente conferma anche per la Fiera di quest5Anno. Perchè poi nelle Fiere decorse comparve una quantità grande di Manifatture delle altre Provincie della Stato destitute dei Bolli, ed attestati Comunita-tivi per l’interna Circolazione delle Manifatture medesime , e la condiscendenza costantemente usata a tutte le dette Manifatture , contro 1’ espresso tenore della Legge, di accordare loro l’esenzione,qualora effettivamente dagli Stimatori delle Dogane venissero riconosciute nostrali , distraeva continuamente i Ministri predetti dall’ esercizio delle loro incombenze rapporto alle Sdoganazioni delle Merci , e producera del ritardo ai Proprietarj, e Condottieri delle stesse merci ; perciò dichiara , che nella Fiera del corr. anno verrà costantemente negata la esenzione dalle stabilite Gabelle a tutte quelle merci, le quali non si troveranno corredate dei predetti Bolli , ed Attestati Commutativi , quantunque altronde costasse, che tali Manifatture fossero state fabbricate nello Stato; coiAaltrì^savissimi regolamenti , <»rdi-ui che in detta Notificazióne pubblicati! c- a ìe Stampe della R. Camera si prescriono. La Santità di N. S. con il parere della S. Congregazione ha stabilito di fare la leva di 6. mila Miliziotti per le Provincie, ad effetto di tenere in più sicura difesa la Città, e lo Stato. Da Staffetta giunta sabato da Palo si è ricevuta la Notizia d’essere comparsi in quella spiaggia due gran Tavoloni , ed un intero grosso albero di Nave con molti Cordami, che avendo incise le lettere D. T. si è creduto , che potessero essere di una Nave del Porto di Tolone, e forse di una delle Navi Francesi che si riacconciarono a Castellamare per la sofferta tempesta , e che partita poscia dal Porto di Napoli , nuovamente abbia corsa l’istessa disgrazia con aver urtato in qualche scoglio, e restata infranta. Da Napoli 12. Marzo. S. M. ha nominato Capitan Generale il Marchese Arezzo , che era Tenente Generale, e Comandante della truppa di Guarnigione in questa Dominante: in suo luogo la M. S. ha promosso il Generale Don Francesco Pigaattelli, ed il Generale Ze- cheu-