274 mia Armata ardisse contravvenire a miei ordini, sarà punito sul momento colla morte più ignominiosa ,, . Il secondo Proclama dallo stesso Principe di Coobourg pubblicato ai 9. è dei seguente tenore. „ La dichiarazione data ai 5. corr. dal mio Quartier generale di Mons è un testimonio pubblico de’miei sentimenti personali per ricondurre al più piestoia calma, e la tranquillità in Europa . Ho in essa manifestato in tuono franco , ed aperto il mio voto particolare , perchè la Nazione Francese avesse un Governo solido, e durevole , il quale si fondasse sulle ferme basi della giustizia, e della umanità, che desse all’ Europa la pace, ed alla Francia la felicità. Ora però, che i risultati di quella dichiarazione tono sì opposti agli- effetti , eh’ essa doveva produrre , e che non provano se non troppo, qualmente isentimenti , che l’hanno dettata, sono stati dispregiati, non mi resta se non se di rivocarla in tutta la sua estensione, e di dichiarare formalmente, che lo stato di Guerra , che sussiste fra la Corte di Vienna, le Potenze coalizzate , e la Francia, si trova dal presente funestamente ristabilito. Mi veggo dunque sforzato dall’impero delle circostanze , che uòmini profondamente,cedevoli si sono ostinati a dirigere verso il rovesciamento , e la ruina della loro Patria , ad annullare compiutamente la mia dichiarazione , ed a far conoscere , che trovandosi ristabilito questo stato dr Guerra tanto funesto, io ho dati i necessari ordini per porlo ad effetto di concerto colle Potenze coalizzate, con tutta l’energia , e col vigore, di cui sono capaci le Armate vittoriose; eia rottura dell’Armistizio è il primo passo ostile , che la funesta combinazione degli avvenimenti mi ha sforzato di fare. Non sussisterà dunque della prima mia dichiarazione se non l’impegno inviolabile, che con piacere qui rinnovo, cioè, che la più severa disciplina sara osservata, e mantenuta dalle mie truppe sul territorio Francese ; e che ogni contrayvenzione sarà punita rigorosamente. La francheeza, e lealtà, che in ogni tempo è sdita il mobile delle mie azioni , mi obbligano a dare a questo nuovo Proclama indirizzato alla Nazione Francese tutta la pubblicità , di cui essa è capace, per non lasciare alcun dubbio sulle conseguenze, che ne potesse-so venire. „ Da Parigi 14. Aptile. Seguitando a render conto della Sess. degli n. due cose principalmente restano ad indicarsi. La prima si è l’ordine dato al Comitato di Salute pubblica di assicurarsi, se i Prigionieri di Guerra condotti a Parigi peJ servire d’ostaggio sieno forniti di tutti i convenienti soccorsi. L’ altra è la rissa spaventosa nata fra i Deputati per una crudele proposizione del sanguinario Marat, il quale non ebbe ritegno a proporre, che si mettesse la taglia sulle teste degli Augusti Fratelli del defunto Re, e del Duca di^ Chartres, indicando molte altre vittime fra i Deputati stessi, da lui accusati come difensori di Dumourier, e del partito d’Orleans. Gii animi si accesero a segno, ehe la Convenzione si mutò in un’arena di gladiatori, e si tirarono fuori pistole, e sciable. Ritornata poi la calma, la proposizione orrenda di Marat fu rigettata. Ai 12. Guadet lesse uno scritto di Ma-rat , nel quale costui apertamente invitava il Popolo a massacrare una parte dell’ Assemblea . L’ Assemblea s’alzò tutta in piedi unanimemente chiedendo un decreto d’ accusa contro Marat. Un nuovo tumulto poco dissimile dall’ antecedente nacque eziandio in questo in con ero. Finalmente si decretò con appello nominale, che Marat sarebbe messo in istato d’accusa, e che il giorno dietro questo decreto verrebbe riportato. In questa Sess. i Commissarj a Valenciennes hanno fatto sapere, che 1 Nemici marciano in ij. mila contro quella Piazza. Il Gen. Harville, che domandava l’esame della sua condotta, è stato inviato al Comitato di Guerra. I Gen. Lanoue, e Sten-gel, come pure Miranda, e Mazinsii sono stati inviati al Tribunale Straordinario. Ai 13. si ordina la stampa di tutte le lettere di Dumourier; e si annunzia, che tutta l’Armata d’Olanda è rientrata nel Dipartimento del Nord. Petion chiede, che si revochi il decreto fatto jeri intorno a Miranda, poiché non fu la sua Armata» ma quella di Valence, che fu sorpresa ad Acquisgrana; ma non ha ottenuto nulla* Si è fatto un decreto, che proibisce non solo la lettura all’Assemblea di Carte provenienti da Nemici, ma pur anche la semplice accettazione per parte degli Agent» Civili, o Militari, e pena di morte a cl11 proporrà accomodamento. ' ,