FRANGIA Estratto d'una lettera dì Parici dei .24- Febbrajo Ccoci strascinati in una guerra marittima. U Olanda., e l’Inghilterra sono a|giunte ai nostri Nemici ; e noi dopo avere inondata di sangue ■la terra , siamo chiamati a versare quei che xì resta sui mari. Quale altro progetto si «sieno proposto i nostri Capi, è difficile il dirlo: quale cosa possa succedere, poco basta per prevederlo. La Francia si trova in pericolo di perire distrutta da fame. Ecco come molti persuasi di questa terribile verità ragionano,. I Cantoni dell’Affrica sono i soli nelle circostanze presenti, dai quali noi potremmo sperare di tra* de’ grani. Ma come averne liberi i trasporti attraverso di mari copeiti da mille legni , che tenteranno d’arrestare inostri ad ogni momento? Noi siamo dunque ridotti a sussistere di ciò, che -il solo nostro terreno ci somministra.. Pertanto tutti coloro., che hanno esattamente calcolata la somma de’ grani, che la Francia produce, convengono, che le annate più abbondanti non forniscono viveri , che per 15. mesi incirca. Per far questo conto essi si riportano all’ esame dei registri delie Dogane in tempo., in cui è stata permessa l’estrazione delle biade. Da questo esame risulta, che la quantità delle biade estratte da'* Francesi non è mai stata tale da equivalere a quanto abbisogna alla Nazione per vivere ua mese. Da ciò viene, che volendo computar con rigore si dovrebbe dire, che nelle più abbondanti annate la Francia non rac- atoplìi» rlip r*pr viveri* tmpsi - T.’anna- ta del 1791- è stata meno che mediocre* Essa adunque non ha dato, che quanto basta per io. -mesi. Posto ciò , ecco quali considerazioni nascono naturalm ente. Noi abbiamo dunque x. mesi, ne’quali fa d’ uopo, che viviamo a discrezione de’forestieri. Di più la quantità delle truppe aumenta il consumo, e diminuisce i prodotti delle terre. Si crederebbe a prima vista, che un uomo „ o porti le armi, o coltivi la terra, consumi lo stesso quantitativo : ma questo è un errore. Tiù di due terzi degli abitanti della campagna non mangiano pane, e si alimentano di segala, d’orzo, di grano turco , e d’altri simili generi. All’ incontro all’Armata essi mangian pane; il che,, come ognun vede.. accresce il consumo del grano. I-a oltre maugianocameni! che vivendo alla campagna non fanno che rare volte.. Ora il consumo della carne diminuisce ii bestiame, che tolto all’agricoltura per conseguenza ne diminuisce poi i prodotti. L’ assenza dalle -campagne di un gran numero di braccia chiamate a trattare il moschetto invece dell’aratro , è una nuova cagione diminutrice dei prodotti delle raccolte. A ciò s’aggiungano le frequenti insorgenze , il silenzio delle leggi, lo spirito di licenza ., che si è introdotto nelle campagne ; e sarà facile concludere , che la terra, la quale non deve la sua fecondità., che ai pacifici lavori dell’ agricoltura, negherà certamente di prestare i suoi prodotti subito che non viene coltivata . L’inquietezza dei fittajuoli, edelle persone comode rispetto una prossima carestia viene ad accelerare questo tremendo flagello , col chiudere le provvisioni, le quali in tempi quieti, e tranquillili commercio avrebbe fatto vantaggiosamente circo- lare Tuff'** mipstp racrmn? »45 oumpnm