1 Il Cav. Pinetti de Merci, noto a tutta l’Europa per le sua macchine Fisiche, e pel gran numero di sperienze, colle quali ha fatto restar ammirato non so- lo ilPubblico dotto, ma molto più tuttala Gente fornita di piccoli talenti, parte da questa Capitale per la volta di Palermo portando seco dodici cassoni di Macchine per le sperienze, che farà in quella Capitale della Sicilia. Da Trento 19. Marzo - Ecco un preciso ragguaglio della invasione Mei Ducato di Due-Ponti fatta dai Francesi. . Nella sera; del dì 9* poco prima della mezza notte un distaccamento di truppe Francesi sotto gli ordini del Gen. Lan-dremont arrivò all’improvviso nel Castel-, lo di Carlsberg Residenza ordinaria del Sereniss. Duca a tre leghe di distanza da quella Citta. Questo Principe era stato prevenuto poco prima di un tal disegno dei Francesi, ed aveva perciò fetto passare a Cob lenza le sue gioje > ed altri preziosi effetti, ma non si determinò ad allontanarsi se non quando intese che le truppe Francesi dirigevano di notte tempo la laro marcia verso Carlsberg. La ritirata pertanto delle LL. AA. Serenissime precedó solo di pochi minuti l’arrivo dei Francesi. L’istesso Gen. Landremout potè co’ propri occhi vedere le torce delle carrozze del Duca , che a traverso dei boschi, e per sentieri insoliti seppe sottrarsi a quelli , che l’inseguivano,prendendo la strada di Manheim, dove giunse nel giorno appresso-. Il Generale Francese fece disarmare le Guardie del Corpo, e s’ impadronì delle armi, e dei cavalli dicir« ca 60. Cavalleggieri. Nei giorni consecutivi il nominato Landremout fece fare 1’ inventario delle Ducali Scuderie , e delle ermi esistenti a Carlsberg. I Francesi hanno adunata una gran quantità di foraggi presi dai vicini Villaggi. Nel dì 19. si vide affisso un Salvaguardia per tutte le proprietà del Duca, i suoi Castelli, giardini, mobili, e generalmente tutto ciò che a lui spetta , non meno ch£ le proprietà delle persone addette al di lui servizio , e quelle di tutti gli altri proprietari abitanti nel suddetto Ducato, e Paesi dipendenti. Ai ai. il Gen. Francese fece pubblicare militarmente i Decreti della Convenzione nazionale de’ 15. 17. e 22. dicembre , e quello del 31.gennaio. la conseguenza dei sopraccennati avvenimenti fu Catta la seguente Protesta dai Baron d’Esselbeclr. IO sottoscrìtto Ministro di Stato di S. A. S. il Principe Palatino Duca 'Regnante di Due-Ponti dichiaro davanti a chi appartiene , che io protesto solennemente iri nome del mio Serenissimo Sovrano contro la pubblicazione del Decreto della Conven-zion Nazionale di Francia del dì 15. Dicembre , fatta aggi per ordine del General Comandante , e coll’ Autorità Militare,. in tutti i luoghi pubblici di questa Residenza , e contro altri Atti contrarj alla Neutralità' accordata al Ducato di Due Ponti in virtù di un Decreto del Consig Ho esecutivo provvisionale della Repubblica Francese dei 9. Novembre 1792. non meno che alle lettere di salvaguardia spedite in sequela di questa risoluzione il 1. del passato ^dicembre dal Sig. Desportes Ministro dÌFrancia in favore di ciascheduno dei Baliaggi del Ducato, ed ai sentirne ni di lealtà , e generosità, di cui JaNazion Francese ha Jatta costante professione , c che non le per-viettertrr.no certamente di trattar da nemico un popolo amico , contento della sua sorte, e del Governo , sotto di cui ha vissuto felice per più secoli,. nè di spogliare della sua legittima autorità, e delle sue rendite un Principe antico alleato dello Stato. Fondato sopra tanti legittimi titoli reclamo formalmente per tutti i Paesi del Dominio di S. A. S. il benefizio d’ una completa• Neutralità col mantenimento del Regime stabilito , e dell’ attuale amministra-zion civile, che dee esser riguardata come una condizione essenziale ed inseparabile della Neutralità medesima. Si è già detto , "che in grazia di questa Protesta il Bar. d’Esselbeck è stato condotto in Francia , Da Livorno- t6. Marzo. Per mezzo di una Felucca giunta da Genova ai ri. corrente si è avuta notizia di un fatto accaduto in - quel Porto . Una Nave mercantile Olandese, cam-miu facendo , fu attaccata da un Corsaro Algerino, e nonpotendo fare una valida difesa, venne dal medesimo predata, e quindi postivi sopra alcuni Turchi, si diresse ad un Porto sicuro per smerciare la preda: avvenne che scostatosi alquanto per cagion del vento il Corsaro dal legno Olandese, l’equipaggio di questo si prevalse dell’occasione, ed attaccati con coraggio que’pochi Turchi li sottomise; e col