5^2 DELL* HISTORIA VENETA 1669 finì con trentatrè groiTe navi, lafciatene addietro altre fei„ & in effe conduffe, oltre munitioni, ,e danari, quattro mila foldati, eh’erano quei d’Alemagna, veduti con jmmenfo giubilo da tutta la piazza. Anche il Vifir diede molti fegni di allegrezza nel campo per un regalo di vette , e fabla mandatogli dal Sultano, che fovente minacciandolo di atroci fup-plicii, lo blandiva alle volte con .doni per non difanimarlo, c per foflenerlo tra le militie in credito, e ffima. Un’Eunuco del Serraglio lo portò con oflentatione, ma con fegreto comando di efplorare qual fuffe la condotta del Vifir, e lo flato vero delle cofe. Offervando coftui così ftretta la piazza, e le breccie largamente aperte, facile credeva il falirle ; & ine-fperto della guerra, e de’pericoli, ftimolò, che in prefenza nuovoaf- fua fi deife un’ affilto; inà giunto agli aifediati sì riguarde-¿a'°Ttrcbi voi foccorlo, e meglio feorgendo, che ad ogni moftra d’ag-acandia, greflione la piazza gettava fuoco da tutte le parti, piovendo ‘Z danhe' dal Cielo fa ili, e dalla terra vomitandoli fiamme, approvò, che con lenti pafli fi procedeffe, e guadagnato dal Vifir con ricchiffimi doni, riferì a fuo vantaggio al Rè tutto ciò, eh’ egli volle. Perfettionate fotto il fallo in tempo lungo, e con infiniti /udori le mine, cominciarono i difenfori a valerfene con mirabii’ effetto, perche fpezzata la placa elevarono failì, e terra in grandiilìma quantità con tutto ciò che v’era fo-pra d’ huomini, di cannoni, e lavori con tanto terrore de’ Turchi, che fletterò molte hore perpleffi a fottentrare ne’ridotti abbattuti. Non erano di quell’opera ignari, mà 1’Riavevano riputata inutile, e vana ; poi fentencio che s’avanzava, fi applicarono dal canto loro per diflruggerla , & incontarla , troppo tardi però onde con iftordimento, e con danno ne provarono i primi effetti. Tuttavia rivenuti dallo . fpavento ritornarono ne’ pofti diftrutti, e quanto era maggior la voragine, altrettanto fi cuoprirono facilmente . Ricadeva pure dalle mine jmedefime non picciol’ incomodo fo-pra gli autori, poiché riempiendoli di fumo le galerie, che in tanta profondità non poteva efalar così prefto, fi rendevano per qualche tempo impraticabili a’ guaftadori. Più di tutto li offendeva il cavaliere da’Turchi avanzato nel mare, che con batteria di otto pezzi ruinava la porta di Sant’An-