LA PITTURA 305 superstizione di magiche operazioni, che a tante di quelle figure ha strappato gli occhi ; i pochi che ancora si conservano intatti, devono per lo più la loro fortuna al fatto di trovarsi rinchiusi in piccoli ambienti dove a mala pena riesce a penetrare la luce e dove, nonché poter tentare delle riproduzioni fotografiche per gli opportuni confronti, neppure vien fatto di ben rilevare le figure e le tinte. FIG. 373 — ROMA — LA MADONNA CRETESE DELLA CHIESA DI S. ALFONSO. Tutte quelle pitture murali sono condotte ad affresco ; qualche volta lisciate anche con un encausto a cera, che meglio resiste all’opera deleteria del tempo(1). Raramente alcune parti della figura (specialmente i nimbi dorati dei santi o le (*) Si vedano ad esempio le pitture di S. Croce di S. Pelagia ad Apàuo Viànos (Belvedere); di S. Gior-a Strovlès (Seiino) ; di S. Foti nel villaggio di S. Teo- gio presso il paese stesso ; di S. Giovanni a Kre-doro (Bonifacio); di S. Giorgio a Kròtos (Bonifacio); vatàs (Belvedere) ecc. ecc.