LE ALTRE CHIESE RURALI 165 ad ambedue i riti, come già si ebbe occasione di ricordare(1). Era lunga 40 piedi e larga 16, misurata internamente, e coperta di volta (2). Le antiche piante la mostrano rivolta verso nord. Ebbe un proprio cappellano, del pari che Suda, per decreto del Senato del 31 marzo 1581 (3). Convertita in moschea dal Turco (4), fu rinnovata completamente. Di antico non rimane ora che il muro di sud, con traccie dei due archi che reggevano la volta. L’iscrizione latina sulla soglia della porta proviene dallo spedale della fortezza (5). Al rito greco era stata riservata la vecchia chiesuola di S. Nicolò (posta tra quella di S. Barbara e la vetta dello scoglio), dalla quale in origine erasi denominato l’isolotto (6). Prima della erezione della cappella latina, essa aveva servito pure alle funzioni cattoliche (7). — Ma gli indigeni residenti nell’ isolotto ottennero nel 1659 licenza dall’ arcivescovo di Candia Giovanni Quirini di fabbricarsi un altro oratorio a S. Giovanni Grisostomo (8); ed altra analoga licenza ebbero nel 1666(9). Attualmente una chiesuola rinnovata di S. Pantaleone si trova nella parte occidentale dell’isolotto. Sopra la porta spicca un’epigrafe greca del 1709, che ricorda come l’oratorio fosse eretto a spese di Giacomo Zirita. — Altra cappella greca a due navate — di cui la meridionale distrutta, la settentrionale ridotta ad abitazione — è posta poco sopra lo Scaramella. All’àYt'a npdBemj; è murata una seconda iscrizione del 1661, col nome del capomastro Giovanni Psalidis. Grabusa. — La cappella di Grabusa, consacrata alla Vergine Annunziata, venne eretta già nel 1584 dal provveditore generale Alvise Grimani(10); ma fu da Venezia provveduta di sacerdote soltanto nel 1590(ll). — Dopo la caduta del regno però, nel 1681, trovavasi priva di cappellano (12). Dai Turchi fu poscia ingrandita, coll’ aggiunta di una navata settentrionale (*) Cfr. pag. 14. (2) V. A. S.: Relazioni, LXXXV1II (Relazione del provveditore della fortezza Francesco Molin). (3) V. A. S. : Senato Mar, XLV, 4. (4) Collez. fotogr. n. 782. (5) T. A. B. Spratt: Travels cit„ voi I, pag. 119. (°) V. M. C.: Ms. Wucovicìt Lazzari, XXVI, 6, pag. 5. (7) Vedasi la testé citata relazione di Francesco Molin. (8) V. A. S.: Procuralia de supra, CXLU, n. 3, pag. 10. (9) Ibidem, pag. 53. (10) V. A. S. : Dispacci dei prov. da Candia: 28 aprile 1584. (u) V. A. S. : Senato Mar, LI, 38. (12) V. A. S.: Dispacci da Grabusa, Cerilo e Spina-longa: 6 marzo 1681. —Nel 1640, fra i bisogni della fortezza, era notata anche la mancanza della porta per la chiesa (V. A. S.: Dispacci dei rettori da Candia: 1640).