LE CHIESE DEI CONVENTI 121 dilla chori sunt ingenioso artificio de lìgnis cypressinis facia, ita qnod supra quolibet sedile est sculpta imago aliqua Domini Jesu, Beate Virginis, aposto-lorum omnium, beati Augustini et imagines patron orum ecclesiae. Sed imagines illae passae sunt iniuriam, que etiam usque in contumeliam magistratorum contingit. Qmdam enim graecus, hereticus, occulte ingressus ecclesiam, abscidil nasos omnium imaginum et opus egregiuni et devotum confudit... „(1). In quel coro stesso era il lettorino di bronzo, coll’ aquila ad ali spiegate, già portato da Rodi: il quale alla caduta di Candia, fu salvato a Venezia e tuttora vi si ammira nella chiesa di S. Stefano(2). — Ma dell’antico altare di S. Agostino, ornato d’ oro ed insignito dell’ arme dei Piovene, i quali avevano pure dotata la chiesa di sacri paramenti(3), nessuna traccia più rimane. La moschea attuale conserva tuttora gli antichi muri perimetrali, che danno al tempio forma rettangolare, con coro — privo di abside — aggiunto ad oriente. Il minareto, ad est, pare occupi l’opposto angolo dell’antico campanile. Originali sono i contrafforti esterni del tempio ; ed originali non meno le finestre archiacute del lato di oriente, nonché le quattro altre finestre del lato meridionale e le cinque di quello di settentrione : mentre però quelle più basse dei lati medesimi sono moderne. Recenti pure la finestra di ovest e le porte : ma sopra quella della facciata emerge l’archivolto ad ogiva dell’antico portale. Sopra la nave si stende un largo tetto a due pioventi, le cui capriate in vista, dipinte a vivaci colori, potrebbero risalire ad epoca veneziana. Il coro però è ricoperto di volta gotica, con sei costoloni terminanti su mensoline sporgenti dalla parete. Nell’ interno del minareto sono murati frammenti di tomba colla data del 1521 e di altra pietra con l’arma Cavalli. Un pezzo di lapide sepolcrale è altresì fuori della porta nord della moschea <4). S. Giorgio Venefico. — Apparteneva agli stessi Eremitani. Ma doveva essere chiesa di nessun conto. L’odierna moschea Kapetan Ibrahim Pascià, la quale non è orientata secondo le norme della religione mussulmana, deve aver eretti i propri muri sulle fondamenta della vecchia chiesa veneziana. I1) F. Kaber: Evagalorium cit., pag. 282. voi. II, pag. 49. (2) G. Cerola: Gli oggetti cit., pag. 241. (4) In S. Salvatore furono sepolti altresì i duchi - t3) G. Marchi: Memorie di famigìievicetttitie{Ms.della Daniele Venier e Pellegrino Bragadin (1597). biblioteca civica di Vicenza: Gonzati 27.7. 8-14),