314 DELL' HISTORIA VENETA 1653 ftodita con grand’attentione ,• nè celiavano le giornaliere fat~ rioni, in una delle quali più grotta dell’ altre , morì per la parte de’ Veneti il Baron Giovanni Stefano Clofen, Colonnello ) de’ Baveri, e da quella de’ Turchi Alì ftimatifllmo Comandante . Tomaio Pompei Veronefe, Conte de’Jaifi, Generale dell’ Gìid’Asfi Artiglieria dirigeva l’armi, poiché Gii d’As Tempre più in--0%%. ferocito > negato haveva al Capitan Generale obbedienza, e delia kj. confinato da lui a Corfù era venuto a Venetia , dove per fu ,fa’ ja fUa contumacia non volendo il Senato ammetterlo, egli s aifentò dal fervido. Ridotte dunque in terra le cofe a fole fcaramuccie, & a militari efercitii, la cura maggiore fi riduceva all’occorrenze del mare, uicito prematuramente il Bafsà, per dubbio di non etter rinchiufo, con Settanta- galee , cinque maone, e trentaquattro navi . All’ incontro il Capitan Generale con forza, pari quanto alle navi, non teneva pronte , che ventidue galee, e fei galeazze ; quando' fopravenne opportunamente il Commendator Lafcari con la fquadra di Malta. I Turchi fuggendo il cimento, approdarono al foliro “11 Faccio a Scio, poi paffarono a Samo, & a Rhodi dove il Fofcolo per tutto infeguendoli, affacciatoli al porto gli sfidò alla bat-“zUaiTur raS^a * ^ Capin Bafsà, come n haveva lontano il cuore , & chi, che la il penderò , così non temeva di efferne affretto per la- ficu-tèeufa,. rezza de} porto fotto fortiffima piazza . Obligati perciò i Veneti ad allargarfi , convennero ridurfi ne’ porti dell’ Afia quaranta miglia difeofto, facendo feorrer il mare da’legni minori, che avvifaffero le moffe, e gli andamenti de’Turchi. Ivi danneggiarono tutte quelle marine, incendiando villaggi , e predando- vafcelli ; onde la fama ne arrivò alla Porta con doglianze amare de’ popoli eipofti, e con alti rimproveri di tutti i miniftri ,. che il Capitan Bafsà di forze fuperiore, s’ haveife ridotto ad abbandonare il mare, egli Stati,, rinchiufo , e poco men, che attediato. Anche i Barbarefchi vedendo, ch’egli non fi curava dell’honore, nè della gloria, alzate le vele , l’abbandonarono. In fine la ftagione verfo il verno piegava ; gli ordini rifoluti venivano dalla Porta ; e le punture , e gli aculei a muoverli Io iollecitavano da ogni parte . Perciò rinforzate cinquanta galee, fi levò di notte dal porto , e con rapido corfo per il mar d’ Oftro fi portò alla Canea, 2