LA CAMPAGNA 283 minata, delle mensoline fogliate a sostegno del soffitto di una sala, una porta interna con una lunga epigrafe del 1634, altro frammento di iscrizione latina capovolta, un secondo caminetto, dei capitelli corinzi ecc. Abitata tuttora dalla famiglia Dandolo è altra casa, assai vasta, ma in gran parte rovinata o ricostruita, con uno dei soliti finestroni ed altro frammento di epigrafe latina infisso in una muraglia posteriore. Altro finestrone consimile trovasi finalmente nella casa, ove il portone del cortile, bugnato, è decorato di stemma: ed eguale arma figura sopra una delle porte interne dell’abitazione — del primo cinquecento(1) — mentre l’altra reca il monogramma di Cristo. * Melisurghakji. — In un caffè del paese un frammento di lapide con epigrafe latina è di ignota provenienza. * Dhafnèdhes. — Presso la chiesa dei Ss. Quaranta, una vecchia casa ostenta ancora una delle solite finestre a davanzale sporgente. Più sopra trovasi un’antica macina di olive, la cui porta reca sull’architrave una iscrizione greca del 1635. Più in alto ancora un palazzo, incendiato, è costituito di due corpi, il più occidentale dei quali potrebbe anche essere di epoca posteriore. Da quest’ultimo proviene un pezzo di architrave di porta, con iscrizione del 1736; mentre su due architravi dell’altro edificio è scolpita in greco una nota sentenza. * Episkopì. — Alcune case di epoca turca, ma di tipo veneto. (•) Mentre lo stemma, troncato, sembrerebbe sia fiancheggiato invece dalle iniziali B-S: il che quello dei Dandolo, è a notarsi come un altro esem- suggerirebbe piuttosto la sua assegnazione ad una piare dello stemma medesimo (Collez. fotogr. n. 586) famiglia S.....