ZONA PRIMA. — § 2. DESCRIZIONE DELLE STRADE 81 detto può essere efficacemente interrotta facendo saltare la roccia, che ivi cade a strapiombo sulla strada, e rovinando il muraglione che inferiormente la sostiene; però è tuttavia praticabile a carri leggieri, non senza difficoltà a cagione delle forti pendenze, l'antica strada, ora quasi affatto abbandonata, che da Socerga scendeva al fondo del T. Braz-zana, passando per i casali Martscbitzi. Dal bivio di Vallmovraza a Podreca continua in meno ripida discesa su falda non molto erta, inferiormente coltivata e praticabile, dominando il fondo piano a prati e campi scoperti della valle del torrente Brazzana, su cui cadono in’ destra fianchi dirupati, franosi ed in gran parte nudi, e malagevoli assai a risalirsi. Con brevi contropendenze valica di poi propagini collinose, a largo dosso coltivato e scoperto, che si interpongono fra il Brazzana, il Quieto ed un suo minore affluente, e raggiunta sul fondo del Quieto la rotabile che vi giunge dall’altipiano dei Cicci valicando le creste dei monti Vena (1), e quella che corre sul fondo della valle, sale con rampa piuttosto ripida al poggio quasi isolato, sul cui dosso è co- „4.—n:-------a - • / *L. strada è accompagnata da pietre chilometriche aventi origine a Trieste. — « / » ** da Pinguente a Rozzo, S-4m da Rozzo stasione di Lu-pegiava, 2-àH‘,&&-d&qoe9ia a Vragna sulla rotabile Pisino-Fiume. Intagliata su ripidissime pendici boscose, con forti pendenze, assai malagevole anche-ad artiglieria leggiera nel salire per S. Croce verso Cirites, è di poi alquanto migliore (1) V. Monografia delle Alpi Giulie, parta I, pag. 710. !2) Una buona rot., larga da 3-41" e in leggeri salita, tmisce Pinguente con Rozzo per S. Giovanni (sulla carta al 75.000 S. Iven).