ZONA SECONDA. — § 3. DESCRIZIONE DEL TERRENO 99 popolazione è costretta qualche volta a comprare l’acqua. Nel territorio di Pola si hanno sorgive abbastanza ricche a Pola, a Fasana, a Medolino, a Promontore ed al porto di Badò. In generale, nei paesi dell’interno della zona l’acqua si raccoglie in cisterne mediante un reticolato di canali conduttori che corrono pei tetti e scavalcano le vie degli abitati. La quantità d'acqua contenuta da queste cisterne è subordinata alla quantità d’acqua caduta nell’anno. Anche 'la coltivazione del terreno si risente della natura geologica. Pochi boschi, per lo più cedui, di quercia e di carpino; colline o nude o ricoperte di povera vegetazione; pianura rotta da grandi crateri, e muri di sassi, con qualche oasi di coltura di tratto in tratto. Solo nelle vicinanze delle grandi città l’occhio si riposa su terreno meno vignato. La coltivazione principale è quella della vite, specialmente fra il Quieto ed il Lemme dove si coltiva pure l’olivo. Granaglie, nei territori di Pola e di Albona, miste a viti ed a qualche gelso. Prati nel fondo delle valli del Quieto, del Lemme e dell’Arsa. Nella zona si incontrano alcune città di bcH’aspetto come quelle di Parenzo, di Rovigno, di Pola, di Albona e di Pisino. Ma in generale i villaggi e borghi hanno aspetto rustico e non sono che centri di agricoltori. I cascinali che s’incontrano sull’altipiano hanno aspetto povero, e sono quasi sempre poco vasti, con qualche tettoia e scuderia. La vita economica dell’Istria meridionale risiedendo tutta nelle città del litorale, le comunicazioni si svolgono di preferenza in vicinanza ad esso, mentre fra l'interno e la costa si riducono a pochissime strade. Principale quella che collega