ZONA PRIMA. — § 1. DESCRIZIONE DEL TERRENO 43 corsa in ogni verso e tutta ingombra da una serie di ramificazioni collinose, le cui più alte cime non superano i 500m; han poco larghi generalmente i dossi, tondeggianti e coltivati; piuttosto ripidi e spesso a macchia i fianchi verso i thalweg, a più dolce pendìo superiormente ed in gran parte a campi con viti; brevi, tortuose, regolarmente ramificantisi, però abbastanza ampie le valli, corrispondenti alle grandi insenature che la costa adriatica a S. di Trieste presenta a Muggia, Capodistria, Pirano e Cittanuova. Terreno oltremodo accidentato, però praticabile quasi ovunque a fanteria, e corso in ogni senso da numerose ed abbastanza buone comunicazioni; coperto quasi ovunque da ricca vegetazione, men povero di risorse che nelle rimanenti porzioni del suolo istriano, con un complesso di condizioni tattiche favorevolissime in qualsiasi ipotesi di operazioni militari. Esaminiamolo paratamente. Nella Monografia delle Alpi Giulie (1), alla quale la presente Monografia si raccorda, è descritto quel vasto, ondulato e squallido altipiano di nude roccié, nel quale si spiana la catena carsica dei monti della Vena, e che dal nome della tribù slava che vi abita suolsi comunemente denominare territorio dei Cicci. Il ciglio sud occidentale di questo altipiano (2), donde scoscendono nude balze rocciose, a guisa di erta muraglia, ha una media altitudine di 600m, e va sensibilmente innal- (1) Monografìa delle Alpi Giulie, parte 1*. pag. 694 e seguenti. (2) Lungo questo ciglione eravi nei tempi di mezzo una serie di castelli, come Lupoglavo (Marenfels), Pietra del diavolo, Popeccliio, Covedo, Grad, Cemical, Ospo e S. Servolo, i quali servivano tanto a difendere il passaggio, quanto a tenere soggette le contrade sottostanti.