— 122 — Bembo, che si trovò bensì nel caso di dirigere al medesimo un serio rimprovero sui diversi argomenti concernenti la sua posizione ufficiale, come per il suo Ministero ne aveva il diritto ed il dovere, ma che in ciò non furono usati nè modi nè espressioni che potessero ledere l'onore personale del Podestà, od il decoro del Municipio, ciò che ove fosse stato asseriio, deve assolutamente dichiarare non sussistente. Venezia 26 febbr. 1866 - Gli assessori scrivono al Cav. Piombuzzi. Testimonii perenni delle premure e dello zelo del nostro Preside per la Civica Amministrazione, conscii pienamente dell’ esatto adempimento dei doveri della sua carica, il serio rimprovero che S. E. ha credulo di muovergli, fece a noi una penosa impressione. La serie dei fatti avvenuti, per i quali i sottoscritti trovarono lesa la dignità del Municipio, è la causa predominante dello spiacevole atto della loro dimissione anche indipendentemente dal colloquio avvenuto fra S. E. il Luogotenente, ed il Sig. C. Bembo. Per ciò che riguarda poi le circostanze