1646 DìJJìij fra Innocenyo e 7 Magari ni . lì Prìncipe Tommttfo di Savoja ajfume il contando delle truppe francefi da (pedir/i in italia. I Barberi-nifi ricoverati nella trancia. 102 DELL* HISTORIA VENETA. Innocenzio credendoli fotto il manro della Religione Sicuro i trafcurando le minaccie della Francia, progrediva negli atti giudiciarii contra i Barberini j & il Cardinale, difpotto un grand’armamento con opinione d’atterrir il Papa, e l’Italia, velava le fue paflioni, & i difegni cogl’intere ili, e vantaggi della Corona. Ricercò egli il Duca d' Anghien, il cui nome era temuto, dovunque destinava di portare 1* armi, ad atfu-merne contra Y Italia il comando : mà non affentendovi il Condè ilio Padre, che fcuopriva gli oggetti, e non li approvava , chiamato alla Corte il Principe Tommafo, gli confidò : Tendere le fue ìntentìonì principalmente contra i Regni di TSLapoli, e di Sicilìa> ma per diminuire ì invidia dì tanto acquifto, voler efibirne gran parte d Princìpi d Italia, (j* a lui principalmente offerirla, che per virtù militare, e tant’ altre doti meritava dì cìngere le tempie di Corona Reale. Non gli tacque le fue intelligenze, e difegni , raffigurando tutto facile, quando particolarmente fortiSfe di por piedi in qualche poito d’Italia, che fervide di ricovero non folo all’ armate , mà da cui fi poteifero più da vicino nodrire i maneggi in quei Regni, indrizzar l’imprefe, e fpinger gli ajuti. Il Principe tutto credendo, ò fingendo di credere , n’ abbracciò prontamente l’imprefa, e fù Stabilita quella del Monte Argentare, e delle piazze , che vi tengono gli Spagnuoli . Il Cardinal veramente non tanto penfava ad aprirti la Strada a’ divifati progreflì , che più non miratfe ( non otàndo rompere feopertamente col Papa ) a Stabilire col timore, e coll’ apprensione da quel Sito vicino l’ambita autorità nella Corte di Roma , & in oltre mortificar il Gran Duca , noto promotore, dell’ efaltatione dir,Panfilio, e creduto ittiga-tore principale contra i Barberini. Era già il Cardinal Antonio partito di Roma 3 & hora Francefco non credendo di Starvi Sicuro , ne uicì fegretamente di notte ; e col Prefetto, e con la famiglia imbarcati fopra debole navilio, feorfa grave tempefta, appena ufcì dal naufragio, approdando in Provenza . Poi patìando tute’ intieme alla Corte, il Cardinal Francefco particolarmente con metto fembiante, e con tratto fommeSfo, eccitava il compatimento , dov’ era ftato altre volte veduto con gran faito Legato Apostolico, e nipote del Papa.