LIBRO SETTIMO. 393 per fai vare la vita. Ma il Bembo trattenne gli ortaggi, ccon 1657 cflì gli huomini della galeotta, che li haveva condotti ; fin a tanto t che furono concambiati con alcuni della guarnigione, fermati da’Turchi per forza . L’infelice efito dell’armi sù’l mare fù tramifehiato con qualche vario fuccelfo nella Dalmata . Per divertire le forze della República, haveva il Vi-iir ifpedito in Bofna con Solimán Bafsà groflò corpo di gente per aflìfter a Saida Mehemet. Formavano pertanto tutt’in- 1 Turchi íieme poderofo corpo di efercito, & appreflb Spalato s accani» parono : ma non ha vendo, che tre piccioli pezzi, non ardiva-no di accorta rii ; anzi dal prefidio, e da quello di Clifla ri- spa ata ' cevevano notabili danni. Camillo Gonzaga, che in qualità di Generale dell’ Infanteria ritornato agli ftipendii della República, comandava l’armi della provincia, haveva gettato i fondamenti del nuovo recinto di Spalato, allargando il giro della Città, e con due Forti citeriori, detti del Grippo, e delle Botticelle, munendola ; hora a quella difefa affittendo, non lafciava fperanza a’Turchi di riportarne vantaggio. Eifi per- j Tanti tanto, abbrucciata una parte degl’ impedimenti, & alcuni la-feiatine addietro, entrando nel Territorio diTraù,fopra Bof- HTraht figlina sfogarono j luogo, che s’annovera tra’più grofii vii-laggi , poiché è habitato da mille perfone ; & all’hora in diBoj¡gii»s eilo, creduto ficuro per l’afprezza de’ monti, alcuni s’ erano l ? ricoverati da’luoghi vicini con animali, e robe- Già haveva- « no gli habitanti ricufato prefidio $ hora implorandolo, non era permeiTo mandarne, conciofiache porta la Terra in angu-ftiilìmo feno, i Turchi n’havevano di modo occupato le fauci, che non potev’entrarvi alcun legno. Sortenuti tuttavia in cinque giorni valorofamente più aiTalti, cederono in fine al maggior numero, & alla forza nemica, reliando gli habitanti , fuorché alcuni pochi, che fi falvarono in picciole barche, fuperati , e vinti. Carichi di preda i Turchi, defolata la Terra, fi ritirarono , mandando cento certe , & altrettanti prigioni a Coftantinopoli. In Albania di- ln AJham fegnavano i Turchi più nobili tentativi, fatta loro fperare dal ma ¡ Tur. traditore Voino agevole 1‘efpugnationedi Cataro. Raccoltele u‘^„Z militie d’ Erzegovina su monti vicini alla Piazza, comincia- corono col cannone ad infeftarla, & a travagliar il Cartello . Giun-