_ ]22 _ ad occupare il suo posto di Ambasciatore di Vienna per la República, Marino Zorzi. Esso scriveva in data 23 Febbraio 1669, che al Conte Sdrin, che aveva meditata una forte incursione contro i Turchi, si era comandata dalla Corte con risoluzione, la riserva. A questa intimazione, il Conte se ne era risentito, sebbene dissimulasse obbedienza e modestia. Nel Marzo del 1669, il Senato scriveva allo Zorzi : ai maneggi che si introducessero nella convocazione degli Ungheresi, al penetrare i trattati del Chiaus Turco ultimamente ricevuti, non diamo al vostro zelo eccitamento di applicare, ben certi di quella accurata vigilanza che vi sarà, fino a quest’ ora da voi stata contribuita. Nel Marzo del 1669 lo Sdrin, scopri allo Zorzi il desiderio, di vederlo in sua casa propria, scusando nello stesso tempo se non veniva in casa dell’Ambasciatore, per fuggir i rispetti di osservazione gelosa alla Corte ; lo Zorzi corrispose con affetto e con stima. Dal che, si arguisce che 1’ ambasciatore era a parte e a piena conoscenza dei piani dei malcontenti Ungheresi. Per le sorti Ungheresi fu grave ed importante il fatto che 1’ arcivescovo di Strigo-