— 196 — stato per intero riprodotto da Samuele Ro-manin. In esso, tra altro il Tron, incitava i nobili Veneti ad imitare l’esempio dei loro maggiori, occupandosi del Commercio dovendo essere essi i psimi a giovare alla patria, ed a sollevare gli inferiori. Debito ammesso questo per legge e per natura al loro grado. Non adempie quest’ obbligo, dice il Tron, chi unicamente coltiva il lusso, la morbidezza, il divertimento, -o chi seppellisce nei forzieri il danaro, togliendo quei beni alla società, che la Provvidenza Divina depositò in sue mani, per suffragio dei poveri, e pel bene della società e dello stato. I principii esposti nel suo discorso dal Tron, venivano ribaditi nel proclama degli Inquisitori alle Arti. Questi eccitamenti, ottennero un immediato effetto favorevole, nei commerci e nelle industrie, che parvero ravvivarsi, di seguito alla generosa iniziativa del Tron, annientati quindi dagli avvenimenti politici successivi. Pochi mesi dopo il suo trionfo oratorio, il Tron, moriva, e la sua opera restava incompiuta e senza capo. Un uomo di cosi grande valore, e di elevato ingegno, non poteva non aver nemici ed invidiosi, fra i suoi