— 195 — Venezia, aperto giorno e notte. Di seguito a ciò il Senato, deliberava avocare a se il servizio postale, come negli altri stati, dando però all’arte dei corrieri, un equo compenso. Giorgio Pisani come si disse sostenuto, dai nobili sediziosi, combattè la proposta di Andrea Tron, come lesiva alla costituzione, e il 13 agosto 1774 ottenne far intromettere il Decreto Postale, come lesivo ai diritti della Quarantia, alla quale spettava 1’ elezione a cariche ed uffici popolari. Nell’anno seguente 1775. la questione venne nuovamente presentata, e dopo una sospensione di 15 giorni, si accettò la nomina del Deputato alle poste da parte della Quarantia, lasciandosi al Senato la parte economica e politica della gestione — ma in ogni caso veniva attuata, la riforma postale presentata dal Tron, sebbene a scopi partigiani avversata. L’ ultimo atto compiuto dal Tron, e che fu si può dire il suo testamento solenne, splendido documento dettato dalla sua mente elevata e dalla sua lunga esperienza, fu il suo magnifico discorso pronunziato in Senato il giorno 29 Maggio 1784 come inquisitore alle arti, sul Commercio, e che del resto è