in eccessi. Ardente per lo spirito e per l’età di 30 anni, non sapeva accomodarsi a perdere la riputazione, le robba e la vita. Finalmente persuaso dai religiosi, pensò all’anima e a Dio. Volle vedere il cognato Sdrin. Si abbracciarono con tenerezza compiangendo reciprocamente il colpo funesto, poi si licenziarono. Il Frangipane fece l’ultimo atto con generosità e con coraggio. Parlò al popolo con energia, con espressioni devote verso il cielo, umilissimo verso l’imperatore, senza incolpare nessuno, altri che la propria malizia e contraria fortuna. Fu dal carnefice malamente percosso, con pena crucciosa nel morire. Pietro Sdrin fu pure decapitato, col cognato nello stesso 30 aprile 1671 in cui venne decapitato Nadasti. Queste esecuzioni, osservava lo Zorzi, diedero motivo alla Corte più di curiosità, che di compatimento. Due anni dopo la moglie dello Sdrin Contessa Anna Catterina Frangipane, come prima istigatrice del marito ad entrare in intelligenza coi Turchi per desiderio di divenire regina di Croazia, veniva decapitata in Graz, mentre altri asserisce essere ella morta