— 239 — ma molto esperto nell’ammantarsi colle apparenze di queste virtù. Aspro, impetuoso, iracondo, ma capace di imperare a sè stesso, facile a far da tiranno, e a spiegare i modi riservati pacifici compiacenti dell’ adulatore. Pronto a sagrificare l’amicizia, la riconoscenza, 1’ altrui riputazione all’esito dei suoi divisamente e a servirsi della calunnia per tradir 1’ uno e soppiantar 1’ altro. Alacre a parlar sempre ai popoli il linguaggio che era nell’ animo loro, e a nascondere sempre i sentimenti del suo ; e così conclude il Bar-zoni parlando di Tito Quinto Flaminio: Ambizioso come Alessandro, avaro come Pigma-lione, perfido come Lisandro, impostore come Pisistrato. Il Barzoni si fermava a Venezia fino al 1801 e in quel tempo pubblicava la rivoluzione della República Veneta nella qual opera si narrano gli avvenimenti del 1796-97. Ulisse Papa, l’egregio biografo del Barzoni definisce questo scritto più che una storia, un grido di dolore per la rovina della patria. In esso si fa risaltare la prepotenza l’astuzia la perfidia del Bonaparte, nello stesso tempo che non si risparmiano le più veementi accu-