- 209 — Più risentito è il poeta, nel frammento di un poema, Fossalovarn, ove dice : Nel comico mar la nave infranse. La sua patria, ha d’odiar costume, Chi nel buio comun, esce col lume. Scriveva pure il Gritti un romanzo, la mia Storia ovvero memorie del Signor Tom-masino scritta da lui medesimo opera narcotica Del Dottor Pif. Paf. edizione probabilmente ultima. E una Satira dei romanzi esotici d’avventura dell’ epoca. Edito dal Bassaglia 1767. Esso venne lungamente riassunto da G. B. Marchesi nel suo libro : Studi e ricerche intorno ai nostri romanzieri e romanzi del Settecento. Bergamo 1903. Sebbene il Gritti, abbia avuto molti elogi pelle sue traduzioni dal Moschini, dal Dandolo, e dall’ Antonio Meneghelli, pure per questi soli suoi lavori, il nome del Gritti non sarebbe quasi giunto a noi, cosi ancora fresco e vigoroso come lo conosciamo. Il Gritti deve la sua fama, ai suoi apologhi in dialetto Veneziano, Il Gritti recitava agli amici queste sue favole. Alcuni apologhi furono stampati prima che il Gritti morisse come la Fenice, VInvidia, la Tordina e i Tordinoti stampati a