— 78 — 3 mila animali,, tagliò a pezzi 200 turchi e condusse seco 200 schiavi. Per questi fatti la Corte di Vienna si corrucciava, considerandoli come una provocazione, temendo che, ciò potesse dar luogo a precipitose risoluzioni per parte dei Turchi, tanto più che questi il 30 Aprile 1661, avevano manifestata a Vienna la loro risoluzione di mantenere la pace, purché l’Imperatore non si ingerisse negli affari della Transilvania, e tenesse in freno gli Ungheri. Nel Maggio dell’anno 1661 Nicola Sdrin usciva per la terza volta in campagna, contro i voleri della Corte di Vienna, che avrebbe voluto divertire i suoi movimenti, ma che non aveva osato di farlo sicura di non trovare obbedienza, anzi la volontà dell’imperatore Leopoldo era quella di combinarsi col Turco (Battista Nani st. della R. di V.) ma diversa-mente la pensavano i signori Ungheresi. Il Conte Nadasti si faceva fondere quattordici cannoni con la sua arma, e li fece portare nei suoi castelli e cosi quattordici ne facea fondere Nicola Sdrin e li faceva portare nella sua isola al confluente della Drava e della Mora, dove aveva fatto costruire una fortezza, terminata nell’Agosto del 1661. Questo