— 149 — di arrivare al posto, che gli pareva venirgli dalla Corte contestato. Che rimetteva nel benigno compatimento dell’ Imperatore la miseria della sua casa e la rovina di undici figliuoli nella jattura del padre. I di lui tre generi comparvero all’ udienza dell’ Imperatore, e gettati ai suoi piedi parlarono con profluvio di lacrime. Ma questo tentativo per smuovere l’Imperatore, riuscì inutile. Nel 29 Novembre 1670 si scoprì che il Conte Stefano Tekeli, era complice della ribellione, e si mandarono ordini improvvisi pel suo arresto. Il colpo non riuscì ; il Conte si era posto in armi disposto alla resistenza. Il Tekeli, era ammalato e mentre si disponeva a resistenza gagliarda, fu sorpreso dalla morte nell’ età di 60 anni. Ma suo figlio Emerico di anni 13, che si credeva rinchiuso nel castello, vestito in abiti femminili fuggì, prima che si fossero introdotte le truppe tedesche, e andava in Transilvania, mentre negli anni avvenire farà parlare molto di sè mettendo in gravi pericoli ed imbarazzi l’imperatore Leopoldo. Intanto Rothal veniva a Vienna ad affrettare i processi, caricando di colpe anche la vedova del Palatino Wesseleny. Ai 25