— 109 — imprigionati in Transilvania dal Ragotzy, e lo Sdrin faceva offerta di uomini alla República, che ringraziava a mezzo del Senato. All’ ambasciatore Sagredo a Vienna era succeduto Giorgio Cornaro, che continuava a scrivere i suoi rapporti al Senato, colla consueta fedeltà e chiarezza, occupandosi con particolar cura, della condotta del Pietro Sdrin. 11 Cornaro riferiva al Senato nel Gennajo del 1665, che avea potuto metter in buona corrispondenza il conte Pietro col generale in Dalmazia, per alcun bene che si potesse riportar, da questa gran casa degli Sdrin verso la causa pubblica, nel tempo che avessero potuto succedere delle aggressioni da parte dei Turchi in quella Provincia. 11 Conte Pietro, personalmente visitava l’ambasciatore di Venezia, nella sua casa ; gli comunicava i suoi malumori e le sue doglianze, e specialmente mostravasi appassionato, per la conclusa pace o tregua di Temesvar, fra la Porta e l’imperatore, fatta l’anno antecedente 1664, con tanto discapito dell’ Ungheria. Riputava però ad ogni modo, che pella pace suddetta, si fosse convenuto fra la Porta e l’Imperatore, per la sicurezza dei passi del