— 177 — pel Fiume Tartaro cominciate fino dal 1742, restavano per allora sospese, fino a che dieci anni dopo 1’ ambasciata del Tron, cioè nel-1’ anno 1763 agli 11 febbraio, l’Andrea Tron stesso veniva eletto Commissario Plenipotenziario per trattare sul fiume Tartaro, mentre Commissario dell’ Imperatrice Regina Maria Teresa, fu destinato Don Polo de Ryda de la Sylva consultore presso il governo generale della Lombardia austriaca. Il Tron veniva incaricato di stabilire, e concludere in publico nome col predetto Commissario austriaco ex equo, per togliere le occasioni ad ulteriori differenze, con piena facoltà di perfezionare il trattato, sopra 1’ uso delle acque del Tartaro, fra i possessori Mantovani e Veronesi trattato che venne dato ad Ostiglia il 25 Giugno 1764, e ratificato dal doge Alvise Mocenigo li 14 Ottobre, anno stesso. Durante la sua ambasciata a Vienna, il Tron nell’ agosto 1752, protestava contro alcuni lavori che i Trentini volevano fare sull’Adige, e che avrebbero portato ijn pregiudizio al Polesine/ al Padovano ed ai paesi inferiori, facendo rilevare che un principe, non può far operazioni, nel proprio Stato in materia d’acque, quando ridondano a mani-