— 176 — stinava il conte Cristiani governatore di Milano a regolare quelli del Milanese e Mantovano ; fu firmato dal Cav. Donà un trattato a Meiden, e un altro dal Correr a Rovereto ; altri trattati furono stipulati nel 1752 relativi all’ Isonzo, Monfalcone e i Monti Carsi, e i confini del Milanese e Mantovano. Un’ultima questione restava da regolare, quella pel fiume Tartaro, fra l’illustrissimo Morosini successo al Correr, e il Conte Cristiani governatore di Milano. Quest’ ultimo fece una relazione avversa alla República Veneta, perchè il Morosini non era stato autorizzato a trattare, soggiungendo che cosi il Senato aveva trattato artifiziosamente per guadagnar tempo. Si metteva perciò in dubbio la buona fede del Senato, che aveva mandato a trattare un uomo privato senza alcuna facoltà, per involgere la materia in lunghezza, e per non venire ad alcuna conclusione ; l’imperatrice e i ministri austriaci erano adiratissimi. Il Senato avea sconfessato 1’ opera del Correr pel fiume Tartaro, e avea per verità, spedito il Morosini, senza alcun mandato ; non aveva approvato 1’ opera del Correr, perchè dicevasi che esso col suo trattato avea affogato il Polesine e il Padovano, e le trattative