— 79 — forte stava tra la sua isola e Canissa per coprire Chiachenthurn, per porre un freno a Canissa che cosi la rendeva quasi assediata. La Corte di Vienna, non vedeva troppo volentieri questi zelanti preparativi Ungheresi, ma che non sapeva come impedire. Il forte poi eretto dallo Sdrin, eccitò il furore del gran Visir, ed anche Montecuccoli generale imperiale non lo vide di buon occhio, e la stessa Corte di Vienna se ne risentì, ma non si osò fare alcuna dimostrazione contro lo Sdrin. Anche i turchi sebbene sdegnati, non fiatarono, e perciò lo Sdrin a dispetto di questi, e senza rispetto alla Corte, operava con quella franchezza, con la quale i signori Ungheresi, a detta dell’Ambasciatore Molin, erano in possesso di fare a loro comodo. A sua volta il Senato scriveva all’Ambasciatore il 21 Dicembre 16G1 di complire con il Conte Sdrin arrivato a Vienna in quei giorni, di gradire la sua buona disposizione, e di procurare a confermarlo nella costanza e nella risoluzione di valorosamente difendersi. (Deliberazioni Senato). Il Conte Nadasti, quantunque abborrito dalla Corte, per il merito di avere conceduto provvigioni alle truppe imperiali, fu dall’ Im-