M O R O S 1 N 1 chiarore lunare simulavano l’intenzione di sbarcare sulla spiaggia ove buona parte del presidio ottomano era sceso. Accortosi dell’inganno, questo si recò ad attaccare le truppe veneziane, ma fu volto in disordinata fuga. L’assedio scese su Prevesa da un terreno collinoso nettamente dominante, e vi si distinsero le truppe albanesi, il governatore delle quali, capitano Bachieli, cadde ucciso accudendo a rischiosissimi lavori di mina. Prevesa con cinquanta cannoni fu ceduta dal suo numeroso presidio sul terminare del settembre; la occupazione del castello di Vodizza, e uno scontro vittorioso nelle vicinanze di Arta fra le truppe ausiliarie greche sostenute da altre venete, e un corpo ottomano in ritirata, completarono le vicende della campagna del 1684 dopo la quale, affidate le località conquistate alla guardia di congrui presidi, il capitano generale, cui già giungevano le prime lodi del Senato, si trasferiva a Corfù per ¡svernarvi e preparare la campagna del 1685. VI A Corfù, un singolare conflitto di autorità coll’arcivescovo mise in evidenza la fermezza e la prudenza del carattere di Francesco Moro-sini. Era arcivescovo, in quel dominio veneziano, un veneziano di famiglia patrizia, Marco An- - 208 --