PREFAZIONE xvii zione fatta per i primi tempi di veneto dominio —, assai scarsi furono tuttavia i dati rinvenuti relativamente alle chiese ed alle abitazioni private. Più particolareggiate notizie si sarebbero certo, ma solo incidentalmente, trovate spigolando in mezzo all’enorme materiale inedito di documenti storici riguardanti l’isola, e penetrando nell’ inesplorate congerie di atti dell’archivio notarile, per sorprendere il casuale accenno a fatti di cui ci mancano altre testimonianze. Ma un lavoro simile, nelle attuali condizioni delle fonti, era troppo superiore alle mie forze. Dopo tali ricerche preparatorie, e dopo aver ordinato il vasto materiale, nel gennaio di quest’anno potei finalmente dar principio a stendere il volume che esce ora per le stampe. Dire di bel nuovo delle varie persone cui ebbi bisogno di ricorrere per verificazioni, confronti ed informazioni d’ogni genere sarebbe troppo lungo in vero. .4 tutti professo la mia viva gratitudine. Un ringraziamento speciale aggiungo solo per gli amici Cav. Giuseppe Dalla Santa e Dottor Arnaldo Segarizzi, della cui opera volonterosa ebbi continuo bisogno. Parimenti devo testimoniare la mia riconoscenza all'ingegnere Cav. Federico Berchet, per le ricostruzioni grafiche da lui fatte di alcuni monumenti cretesi(l). L’opera, se il progetto non verrei modificato, uscirà in tre volumi, il primo dei quali diviso in due parti. Nel primo, oltre all’introduzione, si parlerà dei centri abitati e delle fortificazioni ; nel secondo delle chiese e dei conventi ; nel terzo degli edifizi governativi, delle abitazioni private, delle opere idrauliche e della viabilità, nonché degli stemmi e leoni di S. Marco, e delle iscrizioni. Divise in tal modo le materie, scopo e concetto fondamentale del lavoro si è quello di illustrare i vari monumenti cretesi sulla base delle antiche notizie che ce ne rimangono da un lato, degli attuali loro avanzi e rovine dall’altro, onde presentare un quadro per quanto è possibile completo dell’attività costruttiva del paese attraverso il periodo preso a studiare. L’assunto è tanto grave, che io non posso licenziare queste poche parole di prefazione senza invocare il benevolo compatimento del lettore su questo mio lavoro, che non ha pretensioni nè letterarie nè artistiche, ma che vorrebbe essere soltanto il modesto contributo di affetto di un figlio, ancora staccato dalla patria, alla Gran Madre Venezia. Rovereto, dicembre 1904. (*) Cfr. F. Berchet: La Loggia Veneziana di Can-dia (Atti del R. Istituto Veneto, tomo LXI, parte II, 1901-2). (ìli altri disegni intercalati nel testo furono eseguiti, sulla base degli schizzi e delle indica- zioni da me fornite, dai signori Silvio Misinato di Venezia e Remo de Piero di Bassano : in parte poi da me stesso.. Il leone che figura nel frontispizio fu disegnato dal vero dal mio buon amico Enrico Stefani di Roma.