72 ACQUE DELLA PIAStURA UDINESE di pietrame, di 13m di luce caduna. Distanza fra le spalle 44m, largh. p°. rot. 6"“20. Guado per carri fra Orzano e Selvis. Fiume Natisone. — La testata del Natisone poggia sulla .cresta rocciosa di Monte Maggiore, là ove è tagliata dalla linea di confine italo-austriaco, ed è formata da un ventaglio di burroni, fra cui principali sono il Eio Bianco ed il Rio Nero,, profondamente incassati fra pareti nude, rocciose, verticali, non accessibili nella loro parte più alta che per l’assai malagevole sentiero di Cucis, che da Montemaggiore tende a Ber-gogna. Dall’origine allo sbocco della gola di Pradolino i fianchi boscosi ripidissimi degli sproni che si spiccano dai monti Cunizza, Lauer e Zavoglam (sul sito Lupia), e quelli non meno ripidi, coperti essi pure da macchie di boscaglie, quasi ovunque praticabili a pedoni, però non senza difficoltà, che l’accompagnano in sinistra, rinserrano il Natisone in angusta valle, il cui fondo è quasi intieramente occupato dal letto del torrente, la cui larghezza varia saltuariamente da un minimo di 10-15m ad un massimo di 50-60m. S’ingrossa in questo tratto delle acque che pel R. Legrada scendano dai fianchi di M. Lauer e M. Calda, scorrendo in stretto e profondo vailene fra versanti boscosi, ripidamente inclinati. Dopo lo sbocco della gola di Pradolino la valle s’allarga alquanto: il versante sinistro dai villaggi di Podbiella, Boreana e Creda degrada dolcemente con pendici rivestite di campi e prati ' il versante destro si mantiene ripido, generalmente boscoso,* però in gran parte accessibile, tranne nell’estrema propagine orientale, ove sorge la chiesa di S. Ilario, dal cui piano precipita con parete verticale, rocciosa sul torrente, che quivi si espande in largo greto di grossa ghiaia. A Robig il Natisone svolta bruscamente a sud, la valle si rinserra tra