446 - § 10. — carso ni se ss aita e valle del recca coperti da intricata coltivazione, che si spingono fin contro al mare. Ad oriente una elevata ondulazione a larghi cocuzzoli rocciosi, in parte nudi, in parte a bassa macchia, che termina colla vetta del Klemenoga, a nord di Corgnale, separa il Carso di Sessana dalle convalli di Stòrie e Divacca; quella coltivata, fra alture quasi ovunque brulle, facilmente praticabili; questa a pascoli sassosi a nord di Diyacca, a basse macchie impraticabili o quasi a sud, verso il burrone di S. Canzian, ove precipita e scompare il Eecca. Limitati a nord dalla ubertosa pianura leggiermente ondulata, solcata dal Nanosiza, e dalle strette pianeggianti convalli di Senosetsch, di Niederdorf e Sinadolle; a sud dalla valle del Recca, generalmente stretta fra ripidissimi versanti in gran parte boscosi; ad est da quella del Poì’k, si elevano a grande altezza i due enormi massi rocciosi delTUremschiza (1024m) e del Matschni Vrch (813“), sulle cui falde meridionali corre intagliata la ferrovia da Divacca a S. Peter. Non valicati che da pochi e malagevoli sentieri, presentando fianchi quasi ovunque ripidissimi, boscosi in alto, in gran parte rocciosi verso il basso, superiormente alla ferrovia, creano un ostacolo considerevole fra le due rotabili Senosetsch-Prawald-Adelsberg e Brittof- S. Peter • Adelsberg. Il Carso di Sessana, povero d’acqua e di risorse d’ogni genere, manca affatto di zone atte ad accampamenti di grossi reparti; solo ad oriente della linea Storie-Brittof terreno adiacente alle due principali rotabili ha carattere meno squallido; la convalle di Niederdorf ed il terrazzo di Brittof, le conche del Nanosiza e del Poik, quella del Recca attorno a Dornegg, ricche in foraggi, largamente provviste d’acqua, permettono accampamenti permanenti di molte truppe. I grossi centri abitati di Opschina, Sessana, Senosetsch e