426 § 9. - ALTO ISOXZO e che la Strada attraversa su ponticello in pietra ad un arco. Di là prosegue quasi pianeggiante, attraversando di livello il piano di Serpenizza, nel quale si allarga la falda boscosa, interrotta da larghe radure a pascoli, di M. Stol, e poche centinaia di metri dopo l’abitato di Serpenizza scende con pendenza, che solo per brevissimi tratti raggiunge il 6-7 °/0, sino ad un valloncino che attraversa su guado selciato. Quivi la strada è alta appena 4-5“ sul letto dell’Isonzo, dal quale la disgiunge una stretta striscia coltivata, e tale si mantiene sin presso Saaga inferiore. In questo tratto è soggetta a frane, che spesso la ingombrano, interrompendone il passaggio per molte ore. Ad eccezione dei piccoli allargamenti della valle presso Ternova e Serpenizza, nei quali piccoli reparti di fanteria trovano sufficiente spazio per spiegarsi, i movimenti di truppa sono tra Caporetto e Saaga quasi esclusivamente limitati alla strada. Dopo avere attraversato l’abitato di Saaga inferiore si risolleva tosto al ponte sul R. Bianco — un’arcata a tutto sesto in pietra da taglio di 22m di luce: largh. p. rot. 5”, altezza sul fondo circa 20”. Distrutto il ponte si potrebbe passare il rio transitando per il greto attorno alla confluenza dei due corsi d’acqua, però non senza difficoltà a cagione dell’abbondanza e velocità delle acque. Da Saaga superiore, ove sbocca il sentiero che rimonta il versante sinistro del R. Bianco, la strada si svolge con leggere variazioni di pendenze sin presso Pod Glauza, ove incomincia a salire più ripida per raggiungere l’altipiano di Plitsch, dapprima a mezza costa, poi per circa 500“ in trincea fra muri di sostegno alti 3m. La trincea termina precisamente al miglio xvu da Trieste, presso al ponte — un’impalcata in legname di 10m di luce