112 ACQUE DELLA CARSI A dando luogo a nuovi bacini, a nuovi imbuti, che alla lor volta sono cagione al formarsi di nuove uscite d’acqin e caverne. I materiali asportati fanno argine all’acqua, che costretta a cercarsi nuovi passaggi or li trova o scava ad uguali, ora in più elevati, ed ora più spesso in più profondi livelli. ’ E siccome questo modo di agire da infinito tempo si ripete, così dovevansi naturalmente produrre una infinità di voragini, imbuti, corridoi e 'grotte, le une alle altre sottostanti, delle quali generalmente le inferiori son corse dalle acque, mentre le superiori son vuote caverne, abbandonati letti di sotterranei torrenti. Calzante esempio offre la parete rocciosa di Luegg, da grandi e piccole caverne in nove diversi piani suddivisa, nelle inferiori delle quali precipita il fiumieello Loqua. Fra i bacini principali del Carso meritano speciale menzione : quello del Vippaco, che sebbene aperto a mo’ di ordinaria valle riceve abbondante contributo da sotterranee vene, e quelli altri di misterioso corso fra conche chiuse, come il Reeca-Timavo, il Poik, l’Oberch, lo Zirknitz, l’Unz e la Laibach ; i due primi versano nell’Adriatico, gli altri in massima per la Sava scendono al Mar Nero. F. Vippaco. — Generalità. — Il bacino del Vippaco è compreso fra la selva di Tarnova, il Nanos, il Carso, di Comen e l’Isonzo. Gli altipiani di Tarnova e del Nanos in inverno sono coperti da neve, la quale, squagliandosi, perdesi, al pari dell’acqua piovana, ia caverne sotterranee per scaturirne al piè dei versanti e alimentare i principali corsi d’acqua del bacino ; in tal modo, infatti, oltreché il Vippaco, nascono l’Hubel, il Liach e laMoschiunik, suoi affluenti più ricchi di acqua. Dalle falde del Carso invece scaturiscono poche e scarse fontane, e la Brenizza che corre lungo il loro piede è ordinariamente povera d'acqua. Il regime normale idrografico