6S2 § 19. - colli me di capodistria. Fra le valli del Rosandra e del Recca che — correndo generalmente poveri d’acqua, in letti fangosi di pochi metri verso il loro sbocco nel piano, fra rive basse, erose, di poco impaccio — sfociano errando nelle loro alluvioni nel seno di Muggia, ondeggiano con tenue elevazione le collinette di Caresana (120-150m\che poi s’innalzano sino alla balza di S. Servolo (4021”). Coltivate fra Caresana e Prebenegg, a bassa macchia verso Dollina e sul ripido versante a Recca, terminano a S. Giovanni fra Zaule e Noghera con falde scoperte di facile accesso. Il seno di Muggia è separato da quello dì Capodistria mediante un gruppo di colli, che nel mare si protende alle due punte Grossa e Sottile, ove la roccia è tagliata a picco, mentre altrove il pendio si avvalla morbidissimo sino alla spiaggia. Il colle di Antignano (336m) è il punto più elevato dello spartiacque, inciso presso le Scoffie da una depressione percorsa dalla poetale di Trieste, e quindi ondulato a circa 160m d’altezza ai colli pianeggianti di Elleri e S. Brigida. Meno elevato, più largo, interamente coltivato a campi e vigneti con fitte piantagioni, è il dosso che depressosi con salto ripidissimo ad ovest di Cossianzich, si interpone fra il Risano, ricco d’acqua, ed il Cornalunga, i quali sfociano nel seno di Capodistria. Le alluvioni del Cornalunga o Fiumicino formano la lingua di terra che unisce alla terraferma 10 scoglio arenoso sul quale si erge la città di Capodìstria. Il dosso che forma il versante medionaie e occidentale del Cornalunga attinge la maggiore elevazione al M. di Paugnano (403ra), e si deprime più che altrove sotto Monte, alla sella percorsa dalla postale per Buje (304m). Più a settentrione 11 dosso stesso si eleva di nuovo e si divide in tre rami che si protendono in mare colle sporgenze di punta S. Marco, punta Ronco e di Pirano. Tra le due prime si aggira l’a-