TERRENO 405 pianeggianti e non difficili a percorrersi dai pedoni, con fianchi ripidi, alcuni fittamente boscosi, altri a pascoli, prati e campi, non dappertutto praticabili: le valli che racchiudono sono anguste e formano qua e là fortissime strette: i torrenti che le percorrono costituiscono ostacolo non per la massa d’acqua, ma per la difficoltà, che in qualche punto riscontrasi per scendere al loro alveo. Il largo contrafforte che, spiccandosi dal M. Borodin, si interpone fra il Baca e l’Idria, sui quali cade con ripidissimi versanti in gran parte boscosi, svolgesi con dossi generalmente larghi, qua e là pianeggianti, a pascoli, coltivati nelle vicinanze dei numerosi abitati sparsi nelle creste e sugli alti versanti degli sproni nei quali si spezza. Quasi ovunque praticabile a pedoni, non è però attraversato che da sentieri e poche carrareccie, non atte che a transito di carri locali. Fra queste ultime meno disagevole è la carrareccia che da Grahova, per Horehek, tende a Kirchheim. L’Idria, che finb a Ob. Idria è ordinariamente quasi dappertutto guadabile, lo è pure in molti punti nel tratto Ob. Idria-Selin, ma soltanto in alcuni a valle di Selin, là ove la ripidezza delle sponde non lo impedisce. Il suo regime normale viene repentinametfté alterato dalle piogge in guisa da costituire eventualmente un serio ostacolo. La scarsa popolazione della vallata è disseminata in villaggi o cascinali isolati composti di case in pietra piuttosto piccole, a uno o due piani e costrutte secondo il sistema italiano in vai di Baòa e nella bassa valle dell’Idria, secondo il sistema predominante in Val Sava nel rimanente della vallata.