314 Libro Secondo* metta il detto caso al Vicario come spettante al Foro Eiclciiaftico. Datum in noflro Ducali Palati0 die XI Maj Inditi. VI, 1591. I^37) Queste, e altre più gravi anomalie che succedevano nei frequenti accozzamenti d’ un duplice Foro criminale, turbavano spessissimo il buon governo della Città , nè lasciavano luogo tranquil- lo all’amministrazione della giustizia, e fomentavano a dismisura i delitti . Alla metà d’un processo saltavano in scena i Ministri della Curia Castellana j e mettevano in iscompiglio tutte le cose. Se veniva in testa al Vicario di opporsi a un processo , non interveniva agli esami. Irritati i Magistrati particolari da queste continue opposizioni, devenivano talvolta a qualche espressione cavata improvisamente di bocca dalle nojose Importunità, che il Principe tuttavia non commendava per quell’ innata riverenza e rispetto, che egli sempre ebbe ai ministri del Santuario . Devenivasi spesso per motivi laici e d’esercizio di giurisdizione ai Monitor] e alle Scomuniche. Nel 1516, 18 Settembre, come hassi nel libro Mandatorum della Cur. Cast, i. Giudici del Petizion risposero al Cursor Patriarcale , che ad essi portava un Monitorio, Non v0~ lento ubidir : ed egli ; Signor, averti che viti se ex-communicati . Cui uno di essi rispose con sale : Unca li exeommunicadi magna pan. 5. Scomunica degli Ebrei. 1638) I Prelati dilatarono talvolta le fimbrie oltre ogni misura , ingerendosi nelle cose che al Foro