234 io, uno dei complici del progettato trad;-mento, e la gettò unitamente al busto nella Selva, dicendo non esser degno di venir interrato nella patria colui che attentò contro di essa. Così riporta il Mauzano. Di questo singolare episodio il Ciani non fa parola, quantunque sia egli per così dire il principe degli storici del Cadore, e non so spiegarmi come egli accurato raccoglitore delle notizie riflettenti le provincie che prese ad illustrare, non abbia tenuto conto o non abbia forse creduto degno di menzione quanto abbiamo riportato. Tre anni dopo questi avvenimenti il Rizzardo moveva nuovamente guerra alla chiesa d’Aquileia, essendo suo scopo ottenere il capitanato generale del Friuli e per ciò fare tentava intanto impadronirsi di Udine ; ma egli invece fu costretto a dimandare la pace e terminò la sua vita di prepotenze, vittima di una congiura di nobili della marca, che fattolo a tradimento svenare, quiudi il percussore uccidevano tosto che avea menato il colpo, onde così mascherare il delitto. Cosi il Bonifacio. Ciò accade nel 1312. In questo stesso anno troviamo un’ altra no-