liti) la regina Giovanna, da esso poi presa e fatta finire ignominiosamente. Ai Veneziani in fine, gli alleati fecero proposte di pace, ma in sommo modo avvilenti, che essi rifiutarono. Si voleva fosse innalzata la bandiera Ungherese in piazza S. Marco, che l’eletto Doge fosse confermato dal re d’Ungheria, che i Veneziani pagassero 500,000 ducati, e dessero in pegno le gioie di S. Marco e la beretta ducale, e di più pagassero un tributo annuo di 50,000 ducati ; si minacciò di metter le briglie ai cavalli di S. Marco, e di costruire un castello a S. Marco, e una via da Cannaregio alla Terraferma, mezzo escogitato dal Carrara, per assoggettare e rendere impotente e serva della Terraferma carrarese — Venezia. — Però questa, coi nemici trionfanti nelle sue lagune, seppe trovare tanta energia, da schiacciarli completamente. Non diremo di Vittor Pisani per voto del popolo liberato dal Carcere e nominato generale del mare, non dell’ arrivo di Carlo Zeno colla sua armata salvatrice della patria, 11011 dell’ uccisione e della dispersione dei nemici, e i restanti chiusi fra le mura di Chiog-gia costretti ad arrendersi ; per il qual fatto,