198 assediarono ed assaltarono, sebbene senza effetto, la terra di Mestre. Carlo aveva mostrato qualche inclinazione per la pace, e i Veneziani, approflt-taudone, spedirono al re a Buda ambasciatori, Nicolò Morosità, Giacomo Priuli, Zamaria Contarini, Giovanni Gradenigo, Michele Mo-rosini che avvanzarono le condizioni per la pace che erano le seguenti : la conservazione a ciascuna potenza dei luoghi sino allora conquistati ; a Venezia si dovesse restituire soltanto Chioggia, Cavarzere, Loreo, e le posizioni strettamente necessarie alla conservazione della laguna; ma gli alleati voleauo condizioni impossibili, e cioè la resa a discrezione di Venezia. Il Carrara sempre il pi Ci ostile verso Venezia, insinuava al re d’ Ungheria che esso in breve si sarebbe reso padrone di Venezia, ed ai Genovesi dopo la presa di Chioggia proponeva, che occupassero Venezia, approfittando della gran costernazione nella quale questa si trovava immersa. Il He Ludovico rimproverava a Carlo di Uurazzo, di esser sceso a patti prima di aver sottomesso Venezia ; dopo di che Carlo partiva per la conquista di Napoli, contro