190 vano, per ciò soli a combattere i francesi il re di Sardegna, e l’Imperatore. Intanto che rumoreggiavano le armi, l’A. narra come andassero svolgendosi le trattative circa i compensi da accordarsi all’ Imperatore dalla Francia, per accontentarlo della eventuale perdita del Milanese, desiderato da Casa Savoja, e della Belgica divenuta dipartimento francese ; contemplandosi a tale scopo, gli Stati della neutrale Venezia. Dimostra però l’A. che il totale anuichilamento di Venezia, fu un idea personale di Bonaparte, mentre il primo scopo del Direttorio, si era quello di scacciare l’austriaco dall’Italia. I precipui lagni del Direttorio contro Venezia erano o-riginati, dal soggiorno del conte di Lilla a Verona, e dal l'approvvigionamento degli imperiali nei territorii veneti, mentre il primo era sotto la tutela del diritto delle genti, e gli approvvigionamenti erano previsti da anteriori convenzioni fra Venezia e l’Impero. Però le proteste del Direttorio ottengono l’allontanamento del fratello di Luigi XVI. Intanto Bonaparte, calato in Italia, sconfigge piemontesi ed austriaci, entra a Milano, occupa Brescia e Verona città veneziane ; dall’ altro lato invece gli imperiali occupauo